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Informazioni COVID-19

Il coronavirus pone noi tutti di fronte a sfide assolutamente nuove. Engagement Migros accompagnerà quindi i progetti pionieristici in corso in modo individuale ed è disponibile a trovare soluzioni ad hoc. Per sostenere nuovi progetti pionieristici negli ambiti tematici promossi da Engagement Migros in modo rapido e senza complicazioni burocratiche, abbiamo modificato il nostro scouting di progetti. Per aiuti di emergenza e misure di sopravvivenza rinviamo agli Infopoint federali, a quelli della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e dell’associazione ombrello SwissFoundations.
Schub – Social Cooperative Hub

Un sostegno iniziale per l’imprenditorialità sociale

Il progetto pionieristico SCHUB pone al centro l’imprenditorialità sociale. Foto: Simon Tanner
Il progetto pionieristico SCHUB pone al centro l’imprenditorialità sociale. Foto: Simon Tanner

In Svizzera sempre più start-up puntano sull'economia sociale. Tuttavia, finora mancava un’offerta che promuovesse questa visione. È qui che entra in gioco il progetto pionieristico SCHUB – con un programma innovativo.

Al giorno d’oggi, molte imprenditrici e molti imprenditori non vogliono limitarsi a realizzare un mero profitto materiale. Molti auspicano un’economia che sia al servizio della società. Quindi, per loro oltre agli aspetti finanziari contano anche quelli sociali ed ecologici. Al fine di sostenere tali aziende, con il supporto di Engagement Migros l’associazione per l’imprenditorialità sociale SENS lancia il progetto pionieristico SCHUB. 

«Le cooperative si prestano bene a collocare in un quadro giuridico le esigenze della social entrepreneurship.»

Rahel Pfister

Una spinta alla social entrepreneurship 

SCHUB si impegna per la nascita e l’espansione di modelli di impresa orientati all’efficacia. Questa iniziativa si concentra sull’imprenditorialità sociale e sulle forme giuridiche idonee come la cooperativa. SCHUB dedica una particolare attenzione alle giovani start-up che intendono costituirsi come imprese sociali. A queste aziende il progetto offre tra l’altro un programma di mentoring, un Social Business Toolbox e opportunità di networking intersettoriale.  

L’obiettivo di SCHUB è ispirare le giovani aziende e dare loro letteralmente una spinta («Schub» in tedesco significa appunto «spinta») per favorire l'affermazione dell'imprenditorialità sociale in Svizzera. «Più attenzione viene data a queste imprese, più popolare diventerà la social entrepreneurship. E più la social entrepreneurship diventerà popolare, maggiore sarà il numero delle imprese che attirerà», afferma Stephanie Frick.

Vogliono che l’imprenditorialità sociale si radichi nel mondo delle start-up: le fondatrici del progetto Stephanie Frick e Rahel Pfister. Foto: Simon Tanner

Le responsabili dell’implementazione di SCHUB sono Rahel Pfister, direttrice del progetto, e Stephanie Frick, alla guida del settore Startup & Innovation di CooperativeSuisse. Secondo loro, grazie al sostegno di Engagement Migros nei mesi scorsi è stato possibile attuare per la prima volta il programma di mentoring e assistere quattro start-up cooperative nella fase di fondazione. In questo processo, le fondatrici e i fondatori hanno beneficiato del coaching di esperti di altre cooperative e imprese sociali sotto forma di cosiddetti «tandem». «In Svizzera ci sono tanti imprenditori sociali eccellenti, ma non esiste ancora una meta-organizzazione che li unisca», sostiene la Frick. Si tratta di un aspetto che si augurano di modificare. Gli insegnamenti tratti dal programma di mentoring sono stati raccolti in un Toolbox che sarà pubblicato prossimamente e che punta ad aiutare altre start-up a orientarsi in fase di fondazione di un’impresa sociale. Al suo interno sarebbero presenti, tra altre cose, modelli di statuti, video di coaching e podcast sul tema. «Sono richiesti modelli di business orientati all’efficacia. Le cooperative si prestano bene a collocare in un quadro giuridico le esigenze della social entrepreneurship», afferma Rahel Pfister. I vantaggi forniti dall’imprenditorialità sociale si evincono anche dando uno sguardo alle cooperative che hanno aderito al programma di mentoring.

Lo stesso team di progetto lavora nell’edificio di una cooperativa, la zurighese Kalkbreite. Foto: Simon Tanner

Più fiducia grazie alla responsabilità comune 

Una delle start-up sostenute è Vita.Coop. La giovane impresa si è posta l’obiettivo di rendere accessibile online a pazienti, ospedali e medici il testamento biologico mediante i cosiddetti smart contract. A tal fine, vengono utilizzate le criptotecnologie più avanzate come la blockchain. «Vogliamo predisporre i dati dei pazienti in modo che siano accessibili in modo rapido e sicuro in qualsiasi luogo», dichiara il fondatore e direttore Marcos Garcia Pedraza. Secondo Pedraza, è importante poter redigere, gestire e mettere in rete il testamento biologico in modo semplice garantendo nel contempo la protezione dei dati. A tal fine Vita.Coop ha sviluppato un tool online. «Desideriamo inoltre che si possa avere accesso rapidamente al testamento biologico anche dall’estero», sostiene Pedraza. 

A differenza di molte altre start-up del settore sanitario, Vita.Coop si è organizzata sotto forma di cooperativa. «I nostri clienti sono nello stesso tempo anche proprietari dell’azienda. Così possono incidere in maniera molto più significativa sulla gestione dei loro dati», afferma. A suo dire, sarebbe disincentivato ad esempio l’utilizzo abusivo dei dati. «Non siamo esposti alle pressioni di finanziatori esterni che vogliono monetizzare i dati come altre società di capitale.» Pedraza aggiunge che la cooperativa riesce a dare vita a una rete stimolante in cui i soci possono sostenersi reciprocamente.

I progetti partecipanti sono distribuiti in tutta la Svizzera – e sono destinati a moltiplicarsi. Foto: Simon Tanner

Portare avanti le idee insieme 

L’imprenditorialità sociale è stata scelta anche dalla cooperativa «Die Cuisine». Si tratta di una location per eventi di 600 metri quadri situata a Zurigo, in cui le aziende possono prendere in affitto sale riunioni, un laboratorio e una cucina per eventi. A questa cooperativa hanno aderito svariate giovani imprese. Una di esse è il servizio di catering «Zum guten Heinrich», che punta sulla cucina sostenibile. «Noi utilizziamo anche le carote storte, che normalmente non possono essere vendute nei negozi», spiega Lukas Bühler, cofondatore di «Zum guten Heinrich». Bühler sostiene che la sostenibilità riguarda anche il trasporto: il cibo, infatti, viene consegnato ai clienti tramite cargo bike elettriche. E aggiunge che con «Die Cuisine» questa formula è stata ulteriormente ampliata. «Anche lì vogliamo puntare sull’alimentazione sostenibile», afferma Bühler. 

«Non occorre convincere dei finanziatori esterni: le risorse sono fornite da coloro che aderiscono in prima persona all’idea.»

Lukas Bühler

L’imprenditore spiega che finora 40 imprese hanno versato 5000 franchi ciascuna, consentendo alla cooperativa di raccogliere il capitale iniziale in tempi relativamente rapidi. «Questo è sicuramente uno dei vantaggi offerti dalla cooperativa. Non occorre convincere dei finanziatori esterni: le risorse sono fornite da coloro che aderiscono in prima persona all’idea.» 

Bühler si dimostra entusiasta anche del sostegno di SCHUB. «Ci hanno indicato tra l’altro le persone che dovremmo far interessare alla nostra idea e come interfacciarci con loro», afferma Bühler, aggiungendo che anche la rete creata con gli altri partecipanti si sta rivelando molto stimolante. E ora non vedono l’ora di inaugurare «Die Cuisine» nel mese di aprile. «Per noi il cambiamento climatico è un problema reale. Con il nostro metodo di lavoro sostenibile intendiamo dare un contributo positivo concreto.»

Insieme al loro team, nei prossimi mesi le due fondatrici di SCHUB continueranno a sviluppare il loro progetto. Foto: Simon Tanner

Capire che i tempi sono cambiati

A credere che in futuro sempre più giovani imprese si preoccuperanno dell’impatto positivo che intendono avere sulla società è anche Linda Sulzer, assistente di progetto di Engagement Migros. «Oggi, chi fonda una start-up senza tenere conto anche degli aspetti sociali non ha capito che i tempi sono cambiati», sostiene la Sulzer. SCHUB punta a sensibilizzare le giovani imprese su tali aspetti già in fase di fondazione. La Sulzer spiega che al momento si sta svolgendo una valutazione per comprendere come far evolvere in concreto l’offerta di SCHUB. «Speriamo di riuscire a suscitare l’interesse di molti altri giovani visionari nei confronti dell’imprenditorialità sociale», conclude.